La follia della città di pietra

Nel 1566 Cosimo I° dei Medici iniziò la costruzione della città-fortezza sul Sasso di Simone, roccaforte periferica a difesa dei confini granducali contro le mire espansionistiche dei duchi di Urbino, la Città del Sole.
Di questa storia millenaria il territorio di Sestino conserva memorie storico artistiche meritevoli di essere conosciute, mentre il naturalista può tuffarsi nel verde dei silenziosi profili appenninici, in un ambiente quasi incontaminato, percorrendo i sentieri della Riserva Naturale del Sasso di Simone o del Parco Faunistico di Ranco Spinoso, scoprendo balze panoramiche e ambienti geologici di notevole attrattiva.
Il Sasso di Simone è una montagna piena di storia: le prime presenze umane certe sono quelle dei monaci benedettini che all’inizio del XII° secolo edificarono l’Abbazia di S.Angelo; la presenza dei monaci attirò numerose famiglie che cominciarono a coltivare i terreni sommitali e quelli circostanti. La popolazione aumentò notevolmente di numero ma venne decimata dalla grande pestilenza del 1348 che costrinse anche i monaci ad abbandonare il Sasso: del ripopolamento di questo monte si tornò a parlare nella metà del XVI° secolo quando il Duca Cosimo dei Medici, che in quel periodo stava riorganizzando la struttura militare del proprio stato, vi volle costruire una città fortezza per difendere il suo territorio dal confinante e potente Ducato di Montefeltro.

La costruzione della città, che aveva il Sole come simbolo, iniziò nel 1566 e fu terminata dopo pochi anni: ebbe però vita breve (in ottanta anni tutti gli abitanti – ex deportati – furono decimati dalle proibitive condizioni di vita) e nel 1673 venne smantellata; appena si perviene in cima al Sasso una lapide ci ricorda quando fu inaugurata la città fortezza alla presenza di Cosimo dei Medici, del Vescovo locale e di ben “dodici sacerdoti parati a festa”. Ancora oggi sul pianoro sommitale si trovano tracce dell’impianto urbanistico della fortezza: la strada principale, sulla quale si affacciavano i quartieri costruiti in legno, le cisterne verso le quali veniva convogliata l’acqua piovana, la cinta muraria e le torrette del corpo di guardia.

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